Bruxelles, 28 giugno 1958. Sullo sfondo l’expo del progresso, e ancora più in fondo la guerra fredda. In primo piano, invece, una ballerina. Si narra che fosse la favorita di Stalin.
Ha rubato due paia di guanti, un ombrello, un paio di gemelli e un nastro. Non sarà arrestata per il furto, ci sarà una sua foto sul “ Resto del Carlino” del 29 giugno 1958.
Fine della piccola storia. La grande storia invece continua.
La guerra fredda ha occupato una fetta importante del Novecento; è una guerra ossimoro poiché è nata da negoziati e presupposti di pace.
Il peggio è che abbiamo ereditato in pieno la forma mentis della guerra fredda, forse perché ci appartiene per natura?
In quest’epoca di fiction e nomination la vita sociale e politica del nostro Paese ha assunto sempre più la forma di un conflitto da bambini e tra bambini.
Il Novecento, secolo breve piuttosto lungo, è finito ma noi uomini siamo rimasti gli stessi.
E non è un complimento.
Marta Dalla Via |